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Apertura al pubblico del sacello che custodisce le reliquie di Sant’Agata

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Manca circa un mese all’attesa festa di Sant’Agata e la trepidazione dei catanesi, che aspettano di riabbracciare la Santuzza, aumenta di giorno in giorno. Sabato 12 gennaio l'apertura al pubblico del sacello che custodisce le reliquie di Sant'Agata. I cittadini e i turisti etnei avranno modo di visitare la bellissima cameretta della "Santuzza", situata all'interno della Cattedrale di Sant'Agata. Un evento rilevante non solo dal punto di vista emotivo e religioso, ma anche culturale perché sarà possibile anche ammirare i dipinti del ‘500 presenti nella cameretta. La più antica pittura, frontale alla porta, è la “Pietà” di un maestro sconosciuto di Galatina, di scuola toscana e marchigiana, realizzata presumibilmente a cavallo tra il 300 ed i primi anni del 400. Sulla parete di sinistra è invece rappresentato il “David”, sopra il gruppo della Pietà, “Morte del Vicerè Ferdinando de Acuña” e “Madonna col Bambino” (1467-1535) di Antonello de Saliba, nipote del più famoso Antonello da Messina. Riguardo alla cameretta di Sant'Agata ci sono tante leggende: alcuni raccontano che la Santa sia custodita al suo interno, nel sotterraneo del duomo, dietro un drappo rosso con davanti il fiume Amenano che scorre incessantemente da secoli. Altri pensano sia grande più dell’altare centrale e che al suo interno vi siano oro e gioielli di ogni tipo, tanto da attirare l’attenzione dei più furfanti ladri di città tanto da crearne leggende, come la famosa storia dei tre cancelli costruiti dopo il furto al tesoro Agatino. In realtà, la cameretta fu ricavata in uno dei due vani aperti attraverso il muro dell’abside centrale, usati come passaggio fra il santuario (area presbiterio) e le cappelle laterali absidali, proprio nel XII secolo dopo il rientro delle reliquie da Costantinopoli. Una stanzetta dalle dimensioni ridotte, ricca di affreschi secolari e che conserva accuratamente lo scrigno della "Santuzza" e il busto reliquiario, che ogni anno a febbraio, in occasione della festa dedicata alla santa patrona di Catania, viene portato giù dagli addetti da un piccolo elevatore, dopo aver montato le ali d’argento, e successivamente, al momento dell’uscita, fatto scorrere lungo dei brevi binari lignei che l’accompagnano all’interno della cappella Agatina.
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